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Caso LimeWire: risarcimento miliardario per violazione ai diritti d’autore?

martedì 28 dicembre 2010


I legali della RIAA “Recording Industry Association of America” potrebbero chiedere come risarcimento a LimeWire LCC, società produttrice del famoso client P2P, la cifra astronomica di 1 miliardo di Dollari durante l’udienza che si terrà a Gennaio del 2011.



Dopo l’accusa di non aver adottato i provvedimenti necessari per bloccare il fenomeno del file-sharing, e di aver tratto profitto economico grazie a pratiche illegali ad esso correlate, il fondatore della società Mark Gorton dovrà comparire in Tribunale.

Molto particolare è la richiesta avanzata dal Giudice Debra Freeman la quale ha esortato le due parti in causa nel portare in aula un campione di 80 tracce, nonchè 20 album, al fine di proporre un metodo che identifichi e calcoli i reali danni arrecati all'industria musicale.

Tale proposta potrebbe costituire un precedente in quello che, da sempre, è considerato il dilemma sul reale impatto finanziario che il file-sharing dovrebbe causare ai detentori dei diritti d’autore.

Se si dovesse stabilire infatti un “metodo di calcolo” le Major non potrebbero più chiedere la “Statutory damages” l’applicazione cioè di una tariffa prestabilita per ogni singolo brano scaricato illegalmente.

Nel frattempo, LimeWire, ha venduto i vari servizi offerti da LimeExchange a Freelancer.com descritto come “il più vasto outsourcing marketplace del mondo” senza però fare riferimento a dettagli economici.

Che Mark Gorton, consapevole del reato commesso, abbia già iniziato a racimolare parte della sanzione?

"Consigliamo, prima di utilizzare software che potrebbero modificare la configurazione del sistema operativo, di creare un’immagine del disco fisso ed eseguire un backup dei dati"

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