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Megaupload: negata a Kim Dotcom la libertà. Spunta la teoria del complotto

venerdì 27 gennaio 2012

Nessuna libertà per il fondatore di MegaUpload, Kim Dotcom. La decisione è stata presa dal Giudice neozelandese David McNaughton il quale ha giustificato il “no” con una possibile fuga del founder al fine di evitare il processo di estradizione in America. Spunta, nel frattempo, una teoria complottistica.



Le rimostranze del legale del founder non si sono fatte attendere. Ira Rothken, infatti, sostiene l’innocenza del proprio cliente dichiarando, quanto le attività di MegaUpload, fossero praticamente uguali a quelle di YouTube ed affermando inoltre che Dotcom non avrebbe alcuna intenzione di diventare latitante.

In Rete, inoltre, sta emergendo la “teoria del complotto” in cui, l’FBI, avrebbe agito su pressioni subite dall’industria della musica in previsione del lancio di Megabox.

Si tratta di un servizio presentato da Kim Dotcom come alternativa ad iTunes e molto vantaggioso, in termini di remunerazione, per gli artisti i quali avrebbero ricevuto il 90% degli introiti.

Sarebbe dovuto uscire, inoltre, un secondo servizio denominato MegaMovie che avrebbe permesso di guardare gratuitamente, agli utenti Premium, film in streaming e che avrebbe adottato la medesima modalità di pagamento di MegaBox.

MegaUpload si era quindi schierata contro le principali associazioni che rappresentano case discografiche e cinematografiche (RIAA ed MPAA) diventando molto scomoda e pericolosa e, con altissima probabilità, la chiusura dei famosi portali è dovuta proprio a questo motivo.

"Consigliamo, prima di utilizzare software che potrebbero modificare la configurazione del sistema operativo, di creare un’immagine del disco fisso ed eseguire un backup dei dati"

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