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Anonymous: altro “Tango Down” per il Vaticano. Server down anche per Trenitalia ed Equitalia. E intanto TPB si prepara ad un attacco

mercoledì 14 marzo 2012




Secondo attacco sferrato da Anonymous ai danni del Vaticano. Questa volta, la ragione, è l’elettrosmog nonché i giganteschi impianti di trasmissione dell'emittente radiovaticana. Anche Trenitalia ed Equitalia sono finiti offline. Intanto, i gestori della Baia, si preparano ad un “arrembaggio” da parte della polizia svedese.



Ci duole dovervi annunciare che i vostri sistemi sono meno sicuri di ciò che vi piacerebbe credere, poichè, mentre il clamore mediatico era rivolto verso l'oscuramento di vatican.va, ci siamo presi la libertà di attuare una piccola incursione nei vostri sistemi”.

Questo è quanto comunicato dagli hacktivisti. L’attacco questa volta è stato sferrato ai danni di radiovaticana in quanto: “…purtroppo è ormai un fatto conclamato che usiate ripetitori con potenze di trasmissione largamente fuori dai limiti di legge, ed è altresì tristemente nota la correlazione fra l’esposizione a onde elettromagnetiche di elevata intensità e l’insorgere di gravi malattie neoplastiche quali Leucemia, il cancro e svariate altre terribili patologie. Tanti cittadini che hanno la sfortuna di risiedere in prossimità dei vostri ripetitori hanno intentato cause legali, in seguito al declino delle loro condizioni di salute. Anonymous non può tollerare che questi crimini continuino impunti, e vi ricordiamo che siete “ospiti” sul suolo italiano”.

Oltre a lasciare la dichiarazione, Anonymous, ha anche provveduto a pubblicare parti del database contenenti username e password degli utenti della radio a dimostrazione dell’avvenuta violazione dei sistemi informatici.

Anche il sito di Trenitalia è stato preso di mira. Le motivazioni citate sono il caso TAV, i problemi dei pendolari, le questioni sindacali relative alla chiusura dei servizi ICN ed altro ancora.

Infine, anche Equitalia, ha avuto problemi di server. Tra le motivazioni troviamo la “ferocia inaudita” nelle azioni intentate contro i cittadini da parte dell’Agenzia.

Intanto i gestori di The Pirate Bay si preparano a subire un attacco da parte delle autorità svedesi a conclusione di un’indagine avviata nel 2010 dal Procuratore distrettuale Fredrik Ingblad.

Da indiscrezioni non però confermate, infatti, sembra che decine di agenti di polizia stiano attendendo solamente il segnale di via libera per fare irruzione nel cuore della Baia. Il Procuratore distrettuale starebbe attivandosi per ottenere un mandato di sequestro al fine di chiudere una volte per tutte il famoso portale.

La "crew" della Baia sembra essere comunque tranquilla e sicura per due motivi in particolare: il primo è dovuto al trasferimento del dominio all'indirizzo “.se” mentre, il secondo, è dovuto al passaggio ai link magnetici. Nel caso di un eventuale attacco, infatti, gli agenti svedesi non troverebbero nessun server da sigillare.

"Consigliamo, prima di utilizzare software che potrebbero modificare la configurazione del sistema operativo, di creare un’immagine del disco fisso ed eseguire un backup dei dati"

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