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“MegaUpload è come YouTube” parola di Kim Dotcom e intanto si fissa la data del processo

martedì 6 marzo 2012

Non sono il re della pirateria. Ho solo offerto banda e spazi digitali ai miei utenti, tutto qua”. Questa la dichiarazione del founder Kim Dotcom rilasciata durante un’intervista alla trasmissione “Campbell Live” sull’emittente televisiva 3news.



E continuando: “YouTube ha vinto la sua battaglia legale. Io invece me ne sto seduto in galera mentre la mia casa è stata perquisita e tutti i miei beni congelati senza nemmeno un processo. Senza la possibilità di controbattere in aula. Tutto ciò è veramente pazzesco”.

Perché, a questo punto, YouTube è ancora online mentre MegaUpload è stato chiuso dall’FBI?

La risposta è molto semplice.

Il cyberlocker avrebbe pagato gli Uploader al fine di caricare materiale protetto da diritti d’autore e, questo dettaglio, farebbe perdere completamente al founder e soci la protezione del “Safe Harbor” ovvero, quei regolamenti nonché leggi, che tutelano i cittadini dalle azioni legali avverse prevista dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA). Kim Dotcom, però, non si da per sconfitto.





Da quanto sostiene, infatti, sarebbero stati rimossi più di 15.000.000 di link puntanti a materiale protetto da copyright. A dimostrazione di tutto, la Motion Picture Association of America (MPAA), non ha mai avviato cause legali contro MegaUpload.

Per finire, il boss dell’ex portale, si difende: “Non sono Google e non ho 50 miliardi di dollari sul mio conto in banca. Anzi, adesso non ho più nemmeno un centesimo. Tutti i miei avvocati stanno lavorando senza un centesimo e sono ancora con me perché credono che tutto questo sia ingiusto. Non è giustizia questa!”.

I legali del Governo USA, intanto, hanno presentato tutta la documentazione necessaria per dare avvio al processo, che inizierà il 20 Agosto in Nuova Zelanda, nonché è stata richiesta l'estradizione di Kim Dotcom e soci.

Il founder, se dovesse venire estradato negli Stati Uniti, rischierebbe fino a 20 anni di carcere solamente per uno dei diversi capi d’accusa e cioè, il racket.

"Consigliamo, prima di utilizzare software che potrebbero modificare la configurazione del sistema operativo, di creare un’immagine del disco fisso ed eseguire un backup dei dati"

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