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Demonoid: attacco DDoS e sequestro di indirizzi IP per il tracker

giovedì 9 agosto 2012

Un gruppo di Hacker sferra un potente attacco “Denial of Service” mettendo in down i server del noto tracker Demonid e, subito dopo, le autorità ucraine ne bloccano gli indirizzi IP. Il mandante è l'America?


Dopo l’attacco, le autorità ucraine, avrebbero dato il via ad un raid con l’obiettivo di sequestrare i server gestiti dalla società di hosting locale denominata ColoCall. Gli agenti di polizia avrebbero eseguito un backup di tutte le informazioni memorizzate nei server di Demonoid per poi sigillarli.

I responsabili di ColoCall hanno dichiarato: “Siamo stati costretti ad annullare gli accordi con la piattaforma. I vari indirizzi IP controllati da Demonoid sono stati bloccati dalle autorità locali, che avrebbero agito su pressione del Governo degli Stati Uniti”.

Sembra infatti che il vice Premier ucraino abbia effettuato un viaggio in America proprio per discutere di questioni relative al copyright in quanto, il tracker Demonoid, era già stato inserito nella blacklist stilata dalla US Trade Representative.

Immediata la smentita dell’agenzia la quale afferma di non aver mai incontrato nessun vertice del Governo ucraino.

Intanto emergono nuovi dettagli sul caso. Il direttore commerciale di ColoCall, infatti, avrebbe diverse volte avvertito i gestori di Demonid di un probabile blitz che avrebbe portato alla chiusura del portale.

Gli agenti della divisione “Crimini Economici” dell'Interpol, infine, avrebbero dato il via all’operazione avvenuta ma, a sorpresa, le indagini non sarebbero partite dagli Stati Uniti bensì dal Messico in quanto, il tracker, sarebbe stato già bloccato nel Paese durante il 2011.

Demonid farà la stessa fine di MegaUpload?

"Consigliamo, prima di utilizzare software che potrebbero modificare la configurazione del sistema operativo, di creare un’immagine del disco fisso ed eseguire un backup dei dati"

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