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Anonymous: bucati i server della Polizia di Stato e resi pubblici documenti riservati

mercoledì 24 ottobre 2012

Anonymous Italia sfida la Polizia di Stato, buca i server e pubblica in Rete documenti di routine, circolari dell'Arma, files di classificazione dei profili di stalker, intercettazioni, verbali dell’incidente in cui è rimasto coinvolto il “No-Tav” Luca Abbà e molto altro ancora.


Tra i documenti resi pubblici (vedi sotto) troviamo inoltre attività sotto copertura, stipendi, permessi, mail private, nonché spostamenti e trasferimenti di detenuti.


Sul blog ufficiale Anonymous pubblica: “Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro. Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i No-Tav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (ad esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell’arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione). Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta. Is there any problem, Officer?”.

Con questa operazione, il gruppo hacktivista, chiede infine l’introduzione del reato di tortura, la telesorveglianza continua di ogni luogo in cui le forze di Polizia svolgono i propri ruoli, l’apposizione di un codice visibile sulle divise per identificare immediatamente un agente in tenuta antisommossa nonchè la presenza disarmata delle forze dell'ordine durante i cortei.

"Consigliamo, prima di utilizzare software che potrebbero modificare la configurazione del sistema operativo, di creare un’immagine del disco fisso ed eseguire un backup dei dati"

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